
Antonello Salvi Fishing Academy
Calamari, trucchi e segreti di una delle esche più importanti della traina col vivo !
Ad oggi forse una delle esche più ambite per chi pratica la traina col vivo, stiamo parlando del calamaro uno dei cefalopodi più straordinari dei nostri mari!
Ragazzi ciao buon giorno, non potevo non parlare nella mia Academy di una delle esche più richieste ed ambite per chi ama la traina col vivo, molti di voi continuano a chiedermi un video dedicato alla pesca ai calamari e spero oggi di accontentarvi con questo primo video.
Vi ricordo che molti argomenti, verranno approfonditi anche nei successivi video, dove torneremo a parlare di calamari ed esche … questa è solo la prima parte.
PREPARIAMOCI AL MEGLIO, TUTTI A FARE ESCHE !
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Qualche informazione sui calamari
(Loligo vulgaris, Lamark 1798)
Il calamaro, conosciuto anche come calamaro europeo o calamaro comune, è un mollusco cefalopode della famiglia Loliginidae.
È caratterizzato da una conchiglia interna (detta gladio o penna) e un corpo allungato con pinne laterali che raggiungono l’estremità posteriore della sacca. Possiede 10 tentacoli di cui 2 più lunghi e ricoperti da più file di ventose. Il colore è roseo-trasparente con venature rosso scuro e violetta. Raggiunge una lunghezza di 30–50 cm.
Si trova abbondante nelle acque costiere a partire dal Mare del Nord fino a quelle del Mare Mediterraneo e lungo la costa occidentale dell’Africa.
Questa specie vive dalla superficie fino a profondità di 500 m e viene estensivamente sfruttata dall’industria della pesca.
Cosa sappiamo del calamaro ?
Mollusco carnivoro marino incluso nella classe dei cefalopodi, a cui appartengono anche il nautilo, la seppia e il polpo. Esistono numerose specie di calamari, adattate a profondità marine diverse, e differenti soprattutto per dimensioni: Loligo vulgaris, diffuso anche nel mar Mediterraneo, è lungo dai 30 ai 45 cm; il calamaro gigante, Architeuthis princeps, può raggiungere i 18 m di lunghezza e le 2 t di peso, ed è il più grande invertebrato vivente; abita le acque dell’oceano Atlantico, a profondità comprese fra i 300 e i 600 m e viene predato dai capodogli.
I calamari sono imparentati con polpi, seppie e nautili. Generalmente sono pelagici, ossia vivono nelle acque aperte piuttosto che sui fondali, e nuotano in branchi. In situazioni di emergenza possono muoversi repentinamente per mezzo di un sistema a reazione, forzando l’acqua attraverso un apposito sifone costituito da una cavità del mantello.
Caratteristiche fisiche
Il corpo del calamaro è lungo e affusolato. Intorno alla bocca reca 10 braccia munite di ventose, due delle quali, dette tentacoli, sono più lunghe e presentano ventose solo alle estremità. I tentacoli sono utilizzati per colpire la preda che, una volta afferrata, viene passata alle braccia e portata alla bocca.
Quest’ultima è dotata di due forti mandibole di forma simile a quella del becco di un pappagallo. La regione cefalica è distinta e voluminosa e il cervello è relativamente ben sviluppato. La conchiglia, un carattere comune a quasi tutti i molluschi, nel calamaro è ridotta a una piastra sottile, detta gladio, inclusa nello spessore del mantello. Con una conchiglia più pesante e voluminosa, infatti, il calamaro sarebbe impacciato nel nuoto; invece questo mollusco nuota in modo molto efficiente, con un sistema di propulsione basato sulla rapida espulsione dell’acqua attraverso un imbuto, detto sifone, situato nella cavità corporea.
Questo può essere spostato in diverse direzioni, permettendo l’orientazione del movimento. Un paio di pinne ai lati del corpo contribuiscono alla stabilizzazione in acqua. Nella cavità del mantello si trova la ghiandola del nero, tipica di tutti i cefalopodi dibranchiati, che secerne la sostanza scura utilizzata per disorientare i predatori in caso di pericolo.
Nelle specie abissali, classificate nel genere Heteroteuthis, l’inchiostro è spesso composto da materiale bioluminescente.
Quando pescarlo ? Dalla fine dell’ autunno fino all’inizio della primavera (Ottimo) Primavera ed estate (Discreto) sebbene lo sbalzo termico della temperatura in superficie rende difficile mantenerlo in vita.
Due bei calamari presi a tataki !
Il terminale per la pesca dei calamari
Il terminale per la pesca del calamaro è semplice e veloce, vi consiglio di averne sempre diversi a portata di mano, in modo da poter variare i colori dei tataki in base alla giornata.
In queste righe vi spiegherò come preparare un terminale facile e veloce per insidiare i calmari di giorno. Bisogna logicamente saper variare in base alla stagione e alla giornata la dimensione dei pesciolini ed il loro colore.
Per chi volesse approfondire o saperne di più vi consiglio anche di guardarvi 2 miei tutorial interessanti, che potete trovare sul mio Canale Youtube
Nei prossimi video dedicati ai calamari capiremo anche come comprendere al meglio le marcature tramite l’ecoscandaglio, ma ne parleremo nelle prossime puntate della Antonello Salvi Fishing Academy
Un bacione a tutti e ricordate sempre:
L’ESCA FA IL PESCATORE !!!















